curiosità

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DALL’ ASTRONOMIA  AL  MITO

 

LA NERA DI PITANBEER  viene associata a PANDORA, la Luna pastore del pianeta SATURNO. Nell’astrologia occidentale Saturno è  apparentemente severo e negativo, esso tuttavia aiuta la crescita interiore aiutando a superare i momenti di crisi con l’autocontrollo. Pandora, satellite naturale di Saturno, è una delle due lune pastore.
I nomi moderni per le lune di Saturno furono associate al Dio romano dell’agricoltura e del raccolto.

IL MITO:
PANDORA, nella mitologia greca,  è la prima donna mortale. Creata da Efesto su ordine di Zeus, a lei ogni dio offrì un dono divino: Bellezza, Virtù, Abilità, Grazia, Astuzia, Ingegno.
Pandora recava con sé un vaso regalatole da Zeus, che però le aveva ordinato di lasciare sempre chiuso. Ma, spinta dalla curiosità, Pandora disobbedì; aprì il vaso e da esso uscirono tutti i mali che si avventarono furiosi sul mondo. La Vecchiaia, la Gelosia, la Malattia, il Dolore, la Pazzia ed il Vizio si abbatterono sull’umanità. Sul fondo del vaso rimase solo la Speranza che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse richiuso.
Prima di questo momento l’umanità aveva vissuto libera da mali, fatiche o preoccupazioni di sorta, e gli uomini erano, così come gli dei, immortali. Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato, cupo ed inospitale, fino a quando Pandora aprì nuovamente il vaso e permise anche alla Speranza di librarsi tra gli uomini, che, pur illudendoci, ci rende sopportabile la Vita.

 

LA ROSSA DI PITANBEER è associata a DEIMOS. La più piccola luna di Marte, il pianeta Rosso.
MARTE prende il suo nome dal dio romano della guerra, Mars, divinità del fuoco, della distruzione e, appunto, della guerra.   Molto probabilmente proprio per la sua colorazione rossastra i greci lo chiamavano anche “infuocato”. Alcuni studiosi del passato hanno parlato di Marte anche nei termini di divinità “agraria”, legata all’agricoltura, invocato per proteggere i campi da ogni tipo di sciagura e malattia.
Il Dio, inoltre, rappresentava la virtù e la forza della natura e della gioventù, che nei tempi antichi era dedita alla pratica militare.

IL MITO:
DEIMOS è una figura della mitologia greca, figlio di Ares,(rinominato Mars) dio della guerra, e di Afrodite, dea della bellezza…. e dell’amore.
E’ la divinizzazione del terrore suscitata dalla guerra.
La Paura, in tutte le sue forme, nasce dalla Guerra, ma nasce anche e soprattutto dalla contraddizione che sembra segnare la storia umana e l’animo umano, divisi entrambi a metà, tra guerra e amore. La paura è anche e fondamentalmente quella di fronte al nulla,  alla morte, dopo aver perso l’amore o semplicemente per la possibilità reale di perdere per sempre la persona che si ama. L’antidoto è certamente la Pace.

 

LA BIONDA DI PITANBEER viene associata a EUPORIA…il satellite naturale minore del pianeta GIOVE. Egli è il membro più interno del gruppo di Ananke, che raggruppa i satelliti naturali irregolari del pianeta.
Giove, come gigante gassoso, emette una quantità di energia superiore a quella che riceve dal Sole ed appare ad occhio nudo come un astro biancastro molto brillante a causa della sua elevata luce. È il quarto oggetto più brillante nel cielo, dopo il Sole, la Luna e Venere .
Nell’astrologia occidentale il pianeta Giove è associato al principio della crescita, dell’espansione, della prosperità e della buona sorte, così come al senso interiore di giustizia di una persona, alla moralità e ai suoi più alti intenti e ideali. E’ inoltre associato ad una propensione alla libertà e all’esplorazione, ai ruoli umanitari e protettivi, e con la capacità di rendere allegri e felici, o gioviali.

IL MITO:
EUPORIA (rappresentante l’Abbondanza), secondo la mitologia greca è una delle Ore, figlie di Zeus (Giove) e di Temi. Erano sorelle delle Moire e venivano considerate le custodi dell’Olimpo. In origine erano tre e simboleggiavano il regolare scorrere del tempo nell’alterna vicenda delle stagioni (primavera, estate e autunno fusi insieme, inverno); poi ne fu aggiunta una quarta (allusione all’autunno); in epoca romana finirono col personificare le ore vere e proprie, divenendo 12 e da ultimo 24. 
Le ore si presentano in duplice aspetto: in quanto figlie di Temi (l’Ordine universale), assicurano il rispetto delle leggi morali; in quanto divinità della natura presiedono al ciclo della vegetazione.